“Io non ci casco”: al via gli incontri sul territorio contro le truffe finanziarie

Essere parte integrante delle comunità locali significa non soltanto offrire servizi, ma anche ascoltare i bisogni delle persone e contribuire concretamente alla loro tutela. In questa prospettiva Banco BPM conferma la propria vicinanza ai cittadini con “Io non ci casco. Come prevenire le truffe finanziarie e riconoscere le minacce informatiche”, un programma di incontri divulgativi pensato per accrescere la consapevolezza sui rischi connessi alle frodi e favorire comportamenti più sicuri. I truffatori agiscono infatti sia nel mondo digitale sia nella vita reale, adottando tecniche sempre più sofisticate e facendo leva sulla fiducia, sull’urgenza o sul timore delle vittime. Le conseguenze non sono soltanto economiche: chi subisce un raggiro può sperimentare paura, vergogna e isolamento, arrivando talvolta a non raccontare l’accaduto e a rinunciare a chiedere aiuto.
Informare per prevenire, i dati in Italia.
L’iniziativa nasce per rispondere alle esigenze di protezione di chi vive nei territori in cui la Banca è presente, offrendo occasioni di confronto accessibili e concrete. Un’attenzione particolare è rivolta agli anziani, spesso bersagli privilegiati dei frodatori: la solitudine, la minore familiarità con i dispositivi digitali e una maggiore vulnerabilità emotiva possono trasformarsi in fattori di rischio. Secondo i dati della Polizia Postale relativi al 2025, riportati da Adnkronos, le vittime di raggiri telematici in Italia sono state oltre 64.000, suddivise quasi equamente tra casi di phishing e truffe perpetrate attraverso i social network. Il dato conferma quanto sia necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione rivolti alla popolazione senior, tra le più esposte al fenomeno. Nel corso degli appuntamenti saranno quindi illustrati, con un linguaggio chiaro e vicino all’esperienza quotidiana, i principali pericoli legati alle truffe finanziarie e alle minacce informatiche. L’obiettivo è aiutare i partecipanti a riconoscere tempestivamente situazioni sospette, richieste anomale e tentativi di raggiro, trasformando l’informazione in uno strumento concreto di tutela.
Una risposta concreta
Dal mese di ottobre il programma prenderà il via nelle province di Milano, Varese, Monza e Brianza, avviando un percorso che nel 2027 sarà progressivamente esteso nel resto del Paese. Il progetto si rivolge innanzitutto alle persone con più di 65 anni, ma l’invito è aperto all’intera cittadinanza, perché la prevenzione diventa più efficace quando le informazioni vengono condivise anche in famiglia e nelle reti sociali di prossimità. L’aumento dell’utilizzo della tecnologia da parte degli anziani ha ampliato le opportunità di comunicazione e accesso ai servizi, ma ha anche creato nuove occasioni per i raggiri online. Tra i più diffusi vi sono il phishing e lo smishing: e-mail o SMS che sembrano provenire da banche, enti pubblici, Poste Italiane o società di spedizione e contengono collegamenti malevoli verso siti falsi, creati per sottrarre dati personali e bancari. Un’altra modalità ricorrente è il falso supporto tecnico, attivato attraverso telefonate o finestre sullo schermo che segnalano virus o problemi inesistenti e propongono un aiuto a pagamento, chiedendo l’accesso da remoto al dispositivo. Vi sono poi le truffe sentimentali, basate su profili falsi nei social media o nelle applicazioni di incontri: il truffatore costruisce nel tempo una relazione a distanza per ottenere denaro attraverso richieste motivate da emergenze o vicende personali.
Coordinati dalla struttura di Responsabilità Sociale d’Impresa, gli appuntamenti vedranno la partecipazione delle strutture Banca Cybersecurity, Piattaforme e Servizi Digitali, insieme alle Forze dell’Ordine locali. La collaborazione unirà l’esperienza della Banca nella sicurezza informatica e nei servizi digitali al presidio e alla conoscenza del territorio garantiti dalle Forze dell’Ordine. Gli incontri offriranno uno spazio di ascolto nel quale approfondire i meccanismi dei raggiri e comprendere come comportarsi di fronte a richieste dubbie. Saranno richiamate alcune regole essenziali: fermarsi e verificare l’attendibilità delle comunicazioni; non fornire credenziali, codici o dati bancari; non aprire collegamenti inviati da mittenti non verificati; non consentire accessi remoti ai dispositivi; contattare la banca o l’ente interessato tramite i canali ufficiali. Il dialogo con gli esperti permetterà ai partecipanti di acquisire suggerimenti pratici da applicare e condividere.
Prevenzione, informazione e vicinanza sono fondamentali per contrastare il fenomeno. Informare con continuità i propri cari anziani, aiutarli a familiarizzare con la tecnologia e creare un clima nel quale possano segnalare senza imbarazzo episodi sospetti costituisce uno degli scudi più efficaci. Anche Banco BPM, attraverso gli incontri e i corsi di educazione finanziaria promossi nei territori, contribuisce a sensibilizzare le persone su temi oggi cruciali. Per favorire un’ampia partecipazione, gli appuntamenti si terranno sia nelle sedi della Banca sia nei luoghi di aggregazione presenti sul territorio, tra cui sale comunali, associazioni e Università della Terza Età. La scelta risponde alla volontà di creare occasioni accessibili e inserite nella vita delle comunità. Affrontare la sicurezza finanziaria e informatica in ambienti familiari può facilitare il confronto, incoraggiare le domande e coinvolgere pubblici diversi. In questo modo “Io non ci casco” punta a costruire una rete di attenzione che prosegua oltre i singoli appuntamenti: le conoscenze acquisite potranno circolare nelle famiglie e nei luoghi di socialità, accrescendo la capacità collettiva di riconoscere le minacce. Il progetto traduce così in azione concreta l’impegno di Banco BPM al servizio delle comunità locali e conferma il valore della collaborazione tra Banca, istituzioni e territorio nel promuovere consapevolezza, responsabilità e prevenzione.
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